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Il
confronto più interessante della stagione 2007 avverrà tra
Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, non è escluso comunque che qualche
“outsider” si inserisca nella lotta al vertice.
Del resto la Renault, nonostante la perdita del campione del mondo in
carica, resta pur sempre un team di un certo livello, anche se non ha
brillato nei recenti test, a differenza di quanto accadeva negli ultimi
anni.
Probabilmente la mancanza di motivazione e di fiducia (com’è
normale che sia per chi perde un importante punto di riferimento), nonostante
l’organico cerchi di smentire sempre quest’impressione; la
sfida più grande del team francese sarà proprio quella di
“sopravvivere” più che dignitosamente anche senza Fernando
Fernando. Una scommessa pesante ma affascinante e (forse) alla portata
di tutta la squadra, se non altro per il valore che hanno saputo dimostrare
nel conquistare quattro corone iridate nel giro di due stagioni.

ALONSO IN VANTAGGIO...
Il vantaggio di Alonso, comunque, non è indifferente: a differenza
di Raikkonen ha avuto modo di svincolarsi contrattualmente dalla Renault
prima della fine dell’anno solare, per poter saltare nell’abitacolo
del suo nuovo team, la McLaren, e fornire subito informazioni utili per
il set-up generale della macchina ai suoi nuovi ingegneri, giocando d’anticipo
e a sorpresa. Kimi, invece, ha dovuto aspettare quasi un mese in più
rispetto al suo rivale: nonostante la fine degli obblighi contrattuali
con la McLaren dal primo giorno dell’anno appena cominciato, il
finnico ha dovuto attendere gennaio inoltrato per pilotare prima una 248F1
e poi, finalmente, a fine gennaio la tanto sospirata F2007. Considerando
anche gli stop causati dal maltempo a Vallelunga e qualche intoppo successivo,
Raikkonen ha guidato con la nuova squadra complessivamente meno di quanto
Fernando Alonso abbia fatto con la sua, e con un ritardo che non si può
ignorare. E’ questo, probabilmente, che ha dato vantaggio all’iridato
uscente nei recenti test di Valencia, dove ha dominato senza particolari
difficoltà. Il tempo per recuperare, da parte della Ferrari, bene
o male c’è. Bisogna, però, saperlo sfruttare al meglio
senza incorrere in problemi di affidabilità o cali di concentrazione.
La Formula Uno, inoltre, si sta avvicinando a cambiamenti epocali, che
rivoluzioneranno uno sport obiettivamente non in piena salute. Per quanto
riguarda quest’anno, le maggiori novità, come si sa da tempo,
riguarderanno motori e gomme.
Parlare di “novità” a proposito dei propulsori è
un po’ paradossale, a dire il vero, dal momento che si tratta delle
stesse unità della passata stagione, “congelate” (come
si dice nel gergo tecnico) per un periodo che va ben oltre il 2007…
Il nuovo è proprio questo: stop a motori di nuova progettazione,
blocco quasi totale del gran lavoro che si svolgeva nelle passate stagioni
per lo sviluppo e la ricerca.
Chi vincera' la stagione F1 2007 ?
BRIDGESTONE
PER TUTTI...
Per quanto
concerne le coperture, si tornerà alla celebre “monogomma”,
standard per tutti.
Per la Bridgestone è stato un bel “colpo”: comunque
vada a finire, saranno sempre i vincitori. Cambierà, dunque, la
guidabilità delle monoposto: essendoci gomme meno “personalizzate”
e mancando una forma di concorrenza, tutti dovranno affrontare difficoltà
simili nel consumo al retrotreno.
La Ferrari ha molto lavorato sul posteriore della sua F2007 proprio per
rendere più uniforme il “logoramento” degli pneumatici,
favorendo una diversa distribuzione dei pesi e cercando soluzioni in grado
di consentire adattabilità, “elasticità” della
monoposto sui vari circuiti del mondiale. Osservando in particolar modo
la F2007 e confrontandola a ritroso nel tempo con la 248F1, con la F2005
e con le vetture precedenti, si nota come la pance laterali vadano sempre
di più restringendosi e rastremandosi, grazie a continue soluzioni
che consentono compromessi molto interessanti tra riduzione degli ingombri
e dinamica interna dell’aria. Il tutto a vantaggio del raffreddamento
all’interno e dell’aerodinamica soprattutto all’esterno.
Una particolare attenzione, comunque, va rivolta ai team che lottano sia
a metà schieramento che in fondo. Protagonisti di gare difficili,
spesso poco considerate e ritenute meno importanti delle imprese compiute
dai cosiddetti “big”, i team di punta: la Formula Uno a volte
deve buona parte dei suoi sorpassi a chi sta dietro e non a chi domina
in testa. In più non bisogna mai dimenticare che spesso i futuri
campioni vengono proprio da questa zona della griglia, da questa seconda
metà dello schieramento che è cambiata moltissimo in questi
ultimi anni, ad una velocità impressionante…
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